Conchiglia - Shell
2017 December
Ghiaccio, Anello, Mano
Ice, Ring, Hand
this is an happening, there is a ring in the middle of an ice sculpture and it's thaw inside my hand
si tratta di un anello all’interno di una forma di ghiaccio e del suo disgelo nella mia mano
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mercoledì 20 dicembre 2017
Conchiglia - Shell (Dicembre 2017)
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giovedì 7 dicembre 2017
Kunstbrûlé: IN PALMO DI MANO 16 dicembre
Kunstbrûlé: IN PALMO DI MANO
con un grande lavoro di Marion Baruch
sabato 16 Dicembre 2017
dalle ore 18.00
A cura dello staff di Zentrum
organizzato fuori sede - in Via della Vittoria 98, Brugherio MB
Kunstbrûlé: IN PALMO DI MANO, è una mostra della durata di una sera fatta di opere che stanno nel palmo della mano. Ognuno degli artisti invitati reca con sé il proprio lavoro e lo mostra con discrezione, quasi sottovoce, senza installarlo, per recuperare il piacere di prestare attenzione agli altri prima ancora che a sé.
Unica opera installata e fuori formato sarà una grande recente installazione di Marion Baruch che vive di vuoti; una presenza fatta di assenza ad attutire ancora di più il “suono” di questa mostra, allietata dal profumo del vin brûlé.
con:
Giorgio Barrera, Marion Baruch, Susanna Baumgartner, Cesare Biratoni, E il Topo, Sergio Breviario, Carlo Buzzi, Tiziano Campi, Sauro Cardinali, Antonio Catelani, Umberto Cavenago, Ermanno Cristini, Sabrina D'Alessandro, Carlo Dell'Acqua, Barbara De Ponti, Diana Dorizzi, Elena El Asmar, Al Fadhil, Horatio Goni, Helga Franza, Annalisa Fulvi, Deborah Hirsch, Gabriele Landi, Valentina Maggi Summo, Microcollection, Yari Miele, Aldo Mondino, Giancarlo Norese, Luca Pancrazzi, Francesca Petrolo, Paola Pietronave, Vera Portatadino, Claudio Salvi, Olinsky, Franco Sartori, Valeria Tognoni, Serena Vestrucci
Io presento un'opera/performance site specific : CONCHIGLIA
La mostra evento si terrà sabato 16 dicembre a partire dalle 18.00 a Brugherio.
Come arrivare
Attenzione questo è l’indirizzo corretto:
un ringraziamento speciale ad Umberto Cavenago
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giovedì 23 giugno 2016
june 26 2016 - silenzio
silenzio (silence)
diana dorizzi
at
Surplace artspace Varese
Luca Scarabelli
inside Quante parole conosceva Shakespeare?
Antonella Aprile
Marion Baruch
Diana Dorizzi
Federica Pamio
Inaugurazione 26 Giugno 2016 ore 18.00
dal 26/06 al 31/08/2016
Si può dare una risposta univoca a questa domanda? Si può contare il repertorio totale delle parole che il Bardo ha usato – alcune conosciute e molte anche inventate –, oppure rispondere con un’altra domanda. Una domanda sempre in ritardo.
In questo progetto espositivo l’interrogativo serve ad accrescere la complessità degli intrecci e delle corrispondenze dei lavori presenti in mostra, le loro significative distanze, ma anche le influenze inclusive e contestuali. Il linguaggio, predisposto alla conoscenza, rimane aperto e visionario, si re-inventa, influenza la formazione del pensiero e la visione. Quante parole conosceva Shakespeare?
Antonella Aprile presenta un disegno preparatorio, testimone dell'entropia di un lavoro. L'idea, che alla sua sorgente è chiara luminosa e illuminante, subisce il filtro di una crescente potenzialità di caos, di disordine, reinventandosi come frammento, scheggia di un processo che si svolge in un altrove.
Marion Baruch predispone un racconto sulla forma che è incontro tra la memoria del lavoro sociale e la gravità. È il già fatto che si rinnova, si tratta di una forma di stoffa bloccata per un momento, una figura semplice costruita con un gesto.
Diana Dorizzi sussurra la sua storia in “silenzio”. Accostando l’orecchio al muro, si ascolta un dialogo continuo che l’artista ha con se stessa, scritto negli ultimi anni in un diario e registrato mentre lei stessa lo rilegge per la prima volta.
Federica Pamio con "Studio per stanza disadorna" attua un dispositivo di traslazione e si immagina una wunderkammer svuotata. Omette il contenuto delle meraviglie raccolte per far emergere il vuoto dello spazio occupato e la memoria dell’ostentazione. È lo stupore a cambiare motivo e segno.
diana dorizzi
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Luca Scarabelli
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Antonella Aprile
Marion Baruch
Diana Dorizzi
Federica Pamio
Inaugurazione 26 Giugno 2016 ore 18.00
dal 26/06 al 31/08/2016
Si può dare una risposta univoca a questa domanda? Si può contare il repertorio totale delle parole che il Bardo ha usato – alcune conosciute e molte anche inventate –, oppure rispondere con un’altra domanda. Una domanda sempre in ritardo.
In questo progetto espositivo l’interrogativo serve ad accrescere la complessità degli intrecci e delle corrispondenze dei lavori presenti in mostra, le loro significative distanze, ma anche le influenze inclusive e contestuali. Il linguaggio, predisposto alla conoscenza, rimane aperto e visionario, si re-inventa, influenza la formazione del pensiero e la visione. Quante parole conosceva Shakespeare?
Antonella Aprile presenta un disegno preparatorio, testimone dell'entropia di un lavoro. L'idea, che alla sua sorgente è chiara luminosa e illuminante, subisce il filtro di una crescente potenzialità di caos, di disordine, reinventandosi come frammento, scheggia di un processo che si svolge in un altrove.
Marion Baruch predispone un racconto sulla forma che è incontro tra la memoria del lavoro sociale e la gravità. È il già fatto che si rinnova, si tratta di una forma di stoffa bloccata per un momento, una figura semplice costruita con un gesto.
Diana Dorizzi sussurra la sua storia in “silenzio”. Accostando l’orecchio al muro, si ascolta un dialogo continuo che l’artista ha con se stessa, scritto negli ultimi anni in un diario e registrato mentre lei stessa lo rilegge per la prima volta.
Federica Pamio con "Studio per stanza disadorna" attua un dispositivo di traslazione e si immagina una wunderkammer svuotata. Omette il contenuto delle meraviglie raccolte per far emergere il vuoto dello spazio occupato e la memoria dell’ostentazione. È lo stupore a cambiare motivo e segno.
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Ubicazione:
21100 Varese VA, Italia
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