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sabato 15 ottobre 2016


Dust Space presenta
Animismo

Dadamaino, Tancredi Mangano, Elena El Asmar, Diana Dorizzi, Lisa Batacchi, Zhang Jing,
Zhang Jiaxing.

giovedì 13 ottobre 2016 dalle 19 alle 22
Dust Space - Via Teano, 2, Milano
Inaugurazione
dal 13 ottobre al 28 ottobre 2016
lunedì - venerdì: 15 - 19
gli altri giorni e orari su appuntamento

In che modo la distinzione concettuale - così tipica della modernità - tra "natura" e "cultura"
alimenta la percezione dei confini, nella pratica artistica e nella comunicazione visuale?
Animismo si interroga su un processo chiave dell'estetica, la dicotomia movimento-stasi, in
contrapposizione con le implicazioni storiche e il bagaglio del significato antropologico che il
termine stesso si porta dietro.
Non arte tribale rituale né rappresentazione di una natura popolata dallo spirito, il soggetto
della mostra che inaugurerà il 13 ottobre alle ore 19 intitolata Animismo è invece una ricerca
che mette in discussione la relazione tra "movimento" e "stasi” al fine di postulare e presentare
a tutti noi l'esistenza di una nuova dimensione qualitativa.
I sette artisti selezionati, tra loro molto diversi per tecnica, linguaggio, età, formazione e attitudine,
ben rappresentano i molti volti della nostra ricerca.

mercoledì 20 luglio 2016

giovedì 23 giugno 2016

june 26 2016 - silenzio

silenzio (silence)
diana dorizzi
at
Surplace artspace Varese
Luca Scarabelli
inside Quante parole conosceva Shakespeare?

Antonella Aprile
Marion Baruch
Diana Dorizzi
Federica Pamio

Inaugurazione 26 Giugno 2016 ore 18.00
dal 26/06 al 31/08/2016

Si può dare una risposta univoca a questa domanda? Si può contare il repertorio totale delle parole che il Bardo ha usato – alcune conosciute e molte anche inventate –, oppure rispondere con un’altra domanda. Una domanda sempre in ritardo.
In questo progetto espositivo l’interrogativo serve ad accrescere la complessità degli intrecci e delle corrispondenze dei lavori presenti in mostra, le loro significative distanze, ma anche le influenze inclusive e contestuali. Il linguaggio, predisposto alla conoscenza, rimane aperto e visionario, si re-inventa, influenza la formazione del pensiero e la visione. Quante parole conosceva Shakespeare?
Antonella Aprile presenta un disegno preparatorio, testimone dell'entropia di un lavoro. L'idea, che alla sua sorgente è chiara luminosa e illuminante, subisce il filtro di una crescente potenzialità di caos, di disordine, reinventandosi come frammento, scheggia di un processo che si svolge in un altrove.
Marion Baruch predispone un racconto sulla forma che è incontro tra la memoria del lavoro sociale e la gravità. È il già fatto che si rinnova, si tratta di una forma di stoffa bloccata per un momento, una figura semplice costruita con un gesto.
Diana Dorizzi sussurra la sua storia in “silenzio”. Accostando l’orecchio al muro, si ascolta un dialogo continuo che l’artista ha con se stessa, scritto negli ultimi anni in un diario e registrato mentre lei stessa lo rilegge per la prima volta.
Federica Pamio con "Studio per stanza disadorna" attua un dispositivo di traslazione e si immagina una wunderkammer svuotata. Omette il contenuto delle meraviglie raccolte per far emergere il vuoto dello spazio occupato e la memoria dell’ostentazione. È lo stupore a cambiare motivo e segno.